Mercoledì, 06 Gennaio 2016 20:37

Colin Farrell sul set

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Se c'è una persona famosa nella stanza, lo saprete!

Hanno la loro attrazione gravitazionale. Le teste ruotano leggermente, le energie cambiano e puoi sentire le anticipazioni come la pelle d'oca sulla tua pelle.

Questa è la prima volta che vedo una scena di “Gli animali fantastici” registrata direttamente sul set. Siamo seduti in un grosso e cavernoso hangar in penombra come delle comparse ben vestite e messe in posizione. I make­up artists sono in stand­by con i loro attrezzi di bellezza attorno ai fianchi come fossero una cintura degli attrezzi, pronti a disegnare all'ultimo minuto un sopracciglio o a sistemare un ciuffo di capelli.

Persone importanti si rincorrono tutto attorno per sistemare telecamere e luci e persone e colletti dei giacconi al loro posto. È un tango logistico: ogni persona si muove in sincronia per preparare il set all'azione. Sono allibito.

La sedia vuota di Colin Farrell è qui accanto a me. È molto più carismatica di quanto ogni persona immaginerebbe questa sedia.

Sapete cosa voglio dire: questi teli neri con un nome stampato in bianco. Tutto maiuscolo. Le sedie di Eddie Redmayne e di Katherine Waterston sono lì abbandonate ad undici passi da me. Sono veramente accattivanti pur essendo mobili.

Mi sto chiedendo se gli attori tengano le loro sedie speciali dopo ogni film e organizzino delle cene con gli ospiti seduti su di esse, quando Colin Farrell entra sul set – con il suo cappotto nero lungo
fino ai piedi che sfiora il terreno. È più alto di quanto mi aspettassi o è il costume che gioca brutti scherzi?

Le porte dello studio si chiudono dietro di lui e ci ritroviamo al buoi. Qualcuno grida ‘Silenzio sul set!’ e trattengo il fiato per almeno quattro minuti filati. Ho controllato che il telefono sia spento ben nove volte quando mi salta in mente che il mio cuore potrebbe battere troppo rumorosamente. Ci saranno almeno 100 persone in questa parte di set e non vola una mosca. Oh no, sono silenzioso come un topo che ha accettato l'importantissima sfida di ‘quanti marshmallows puoi tenere nella tua bocca?’

La telecamera si accende. Azione!!

Ora, non posso dirvi come procede esattamente la scena. In parte perché non ho idea di cosa stia succedendo in parte perché c'è voluto un sacco di tempo per lo shot perfetto, siamo seduti qui da
più di 25 minuti con la stesse scenografia montata e continuano a ripetere la stessa scena. Ma una cosa la so: è un momento importante per Newt (Eddie), Tina (Katherine) and Graves (Colin) a New York. Molto importante effettivamente.

Con precisione millimetrica, Katherine Waterston appoggia un oggetto significativo sul terreno. Colin Farrell incarca le sopracciglia con una forte espressività. Altri attori, deliziosamente vestiti, rispondono e agiscono di conseguenza finché questo frammento di scena è finito.

Questo processo, secondo una fonte interna molto affidabile, succede ancora e ancora per ore intere e quindi per giorni e quindi mesi finché i minuti di film sono montati assieme per dar vita a “Gli Animali Fantastici”.

È accuratamente dettagliato, questo business del far film, ma molto bello. Potrei star seduto qui tutto il giorno a guardare che porta il suo oggetto al punto giusto, ma è ora di andare.

È ora di camminare per le strade invernali di New York, mai lasciando però il Regno Unito. Ovviamente vi dirò anche riguardo a questo. Voi dovete solo tronare a leggere i miei prossimi dispacci.

A presto, amici.

PMC

Traduzione a cura di Priscilla Corvonero

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