Giovedì, 20 Aprile 2017 14:25

Sneak Peek di 'The dark prophecy' libro #2

"Ma siamo al sicuro qui?"

Leo tirò fuori il palmo della mano come se fosse in cerca di qualche goccia di pioggia pesante. 
"Mi stavo chiedendo la stessa cosa... voglio dire... abbiamo condotto una folla arrabbiata alla tua porta di casa."

Josephine mise da parte le nostre preoccupazioni. "Non preoccupatevi. Le forze dell'imperatore ci hanno cercato per mesi. 
La Waystation non è faciel da trovare se non sei invitato."

"Huh" Leo sbattè i piedi sul pavimento. "Così hai progettato tu questo posto? Perché è abbastanza impressionante."

Josephine ridacchio. "Lo Spero. Un architetto "semidio" con un talento migliore del mio lo costruì. 
La Waystation venne costruita intonro al 1880, nei primi giorni della ferrovia transcontinentale. 
Doveva essere un rifugio per i semidei, i satiri, i cacciatori - quasi tutti quelli che avevano bisogno di un posto dove stare qui in mezzo al paese.
Emmie ed io siamo stati solo fortunati ad essere i custodi attuali."

"Non ho mai neanche sentito parlare di questo posto" dissi sconfortato.

"Noi...ah, Dobbiamo tenere un profilo basso, ordini di Lady Artemide Hanno-bisogno-di-conoscere-le-basi"

Come dio, ero la definizione stessa della necessità di sapere, ma era tipico di Artemide mantenere qualcosa di simile a se stessa.
Lei era come se si preparava al giorno del giudizio, sempre a nascondere le cose agli altri dei, come forniture, bunker di emmergenza e piccoli stati nazione.

"Suppongo che questo posto non sia più una stazione ferroviaria. I mortali che cosa pensano sia?"

Josephine sorrise. "Waystation, pavimento trasparente, per favore."
Sotto i nostri piedi, il cemento macchiato scomparve. 
Mi alzai come se fossi in piedi su una padella ardente, ma il pavimento in realtà non era sparito.
Si era semplicemente rivoltato.
Intorno a noi, i tappeti, le funiture e le botteghe artigianali sembravano spostarsi sopra il piano terra attuale della sala, 
dove erano stati creati venti o trenta tavoli da banchetti per qualche tipo di evento.

"Il nostro soggiorno occupa la parte superiore della grande sala" Josephine disse: 
"Quella zona sotto di noi era una volta l'atrio principale per la stazione, ora i mortali lo affittano per matrimoni e feste, se guardano sopra-"

"Cammuffamento adattativo" Leo indovinò "Vedono un'immagine del soffitto, ma non ti vedono. Bello!"

Josephine annuì, ovviamente soddisfatto. "Per la maggior parte del tempo, è tranquillo qui, anche se nei fine settimana è abbastanza rumoroso. 
Se devo sentire "Thinking out Loud" da un'altra cover band da matrimonio, devo lasciar cadere un incudine".

Indicò il pavimento, che immediatamente tornò al cemento opaco. 
"Ora, se non ti dispiace, ho bisogno di finire una sezione di un progetto a cui sto lavorando, non voglio che le piastre metalliche si raffreddano senza una corretta saldatura. 
Dopo di che-" "Sei un figlio di Efesto, vero?" Disse Leo "Ecate, in realtà" Leo sbattè le palpebre "Neanche per sogno! Ma quella bell'officina che hai-" "La Costruzione magica è la mia specialità" disse Josephine "Mio padre, il mio padre mortale, era un meccanico." "Bello!" Leo disse: "Mia madre era un meccanico! Ehi, se potessi usare le tue macchine e i tuoi utensili, ho lasciato questo drago alla casa di stato e ..." "Ahem" interruppi. Per quanto volessi Festus, non pensavo che una valigia quasi indistruttibile e impossibile da aprire era un immediato pericolo. Avevo anche paura che se Leo e Josephine avessero iniziato a chiacchierare, sarebbero stati presto legati alle meraviglie dei bulloni e della ferraglia dentata sarei morto di noia. "Josephine, stavi per dire dopo che ...?" "Giusto!" Josephine concordò. "Dammi qualche minuto, poi posso mostrarvi alcune stanze e, uh, forse darò a Leo qualche vestito. Oggi abbiamo un sacco di posti vacanti, purtroppo". Mi chiedevo perché era un peccato. Poi ho ricordato la stanza vuota della bambina che avevamo passato. Qualcosa mi diceva che sarebbe stato meglio non chiedere a questo proposito. "Apprezziamo il vostro aiuto" disse a Josephine". Ma non riesco ancora a capire. Dici che Artemide sa di questo posto. Tu e Emmie siete-o eravate-Cacciatori? " I muscoli del collo di Josephine si stringevano contro il colletto della sua polo rosa. "Lo siamo stati" Aggrottai la fronte. Avevo sempre pensato che i seguaci di mia sorella erano come una specie di mafia da tutte le nazioni. Una volta entrati, non potevi uscirne a meno che, tu non la lasciavi in una bella bara d'argento. "Ma.." "Lunga storia" Josephine taglio corto. "Probabilmente potrei lasciare ad Hemithea di raccontarti." "Hemithea?" Il nome mi colpì come uno dei mattoni della Waystation. La mia faccia si sentiva come se fosse scivolata al centro del petto, in blemmyea-style. Improvvisamente capii perché Emmie mi fosse apparsa familiare. Non mi stupisce che avessi sentito un senso di disagio. "Emmie, breve per Hemithea, l'Hemithea?" Josephine guardò da parte a parte. "Tu davvero non sai?" Agitò un dito sulla spalla. "Così ... Ora tornerò a quella saldatura. C'è cibo e bevande in cucina. Fate come a casa vostra" Battendo in ritirata di nuovo al suo laboratorio. "Cacchio!" Leo mormorò "Lei è impressionante!" "Humph" Leo arricciò le sopracciglia "Tu e Hemithea avete avuto "Qualcosa" in passato? Quando hai sentito il suo nome, sembrava come se qualcuno ti avesse appena dato un calcio sul cavallo dei pantaloni." "Leo Valedz, in quattromila anni, nessuno ha mai osato colpirmi con un calcio sul cavallo dei pantaloni, se intendevo sembrare leggermente sconvolto, è perché ho conosciuto Hemithea quando era una giovane principessa nell'antica Grecia, non siamo mai stati un qualcosa. Tuttavia, sono io che l'ho resa immortale." Gli occhi di Leo si diressero verso l'officina, dove Josephine aveva cominciato a saldare di nuovo. "Pensavo che tutti i Cacciatori diventassero immortali una volta che hanno preso il pegno di Artemide" "Hai frainteso" dissi: "Ho reso Hemithea immortale prima che lei diventasse un cacciatore. In effetti, l'ho trasformata in un dio".




Traduzione a cura di: Alessia
Published in The Trials of Apollo